lunedì 30 dicembre 2013

principe e grano



Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.

Addomesticarci per viversi a vicenda, per creare quel legame unico.
Addomesticarci.
Come siamo arrivati a doverlo fare di nuovo, dopo che già ci eravamo riusciti così bene?
Davvero dobbiamo riniziare da zero per essere di nuovo unici al mondo?

Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai i capelli color dell'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano...

Il grano. Ecco, il grano. Il rumore del vento nel grano, io, non ho mai smesso di amarlo.

"Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio, tu ti sederai un po' lontano da me, così nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino..."

Dai, ne abbiamo sempre avuto di pazienza. E il silenzio, tra una risata e l'altra, ci piaceva.
Il silenzio riempito di noi.
Ci vorrà tempo, e forza, ma ne varrà la pena, ne valiamo la pena.
Io volpe, tu principe.

Il piccolo principe, Antoine de Saint-Exupery

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