martedì 4 febbraio 2014

Lotta e Centerbe

Mi avevano detto che la vita era una corsa. Una di quelle che non sai quanto durerà, a volte sono 100 metri, a volte una doppia maratona. Non sai quanto durerà, ma è impossibile anche solo sapere chi sta facendo la tua stessa corsa e chi no.
Ci sono solo due cose certe. La prima è che sarà ad ostacoli, la seconda è che devi correre. La storia di ognimattinainafricaunleonesisveglia, insomma.
Durante la corsa, ci sarà chi ti darà delle spinte, dei colpi, chi ti farà lo sgambetto. Alcuni lo faranno di proposito, con l'intento di metterti fuori dai giochi. Altri lo faranno involontariamente. Altri ancora faranno un po' e un po'.
Anche in questo ci sono due cose certe. La prima è che a prescindere dall'intenzione difficilmente ti chiederanno scusa, la seconda è che difficilmente ammetteranno di averti azzoppato. Certo, il risultato sarebbe lo stesso, ma magari la caviglia rotta farebbe un po' meno male.
A volte, le spinte e i colpi sono così tanti, che capita di perdere il senso della misura, e da gara di corsa, la vita diventa un incontro di pugilato.
Qui le certezze sono un po' di più. La prima è che troppo facilmente si perde di vista il traguardo e ci si stanca senza avanzare. La seconda è che ne escono tutti tumefatti. La terza è che potrai vincere o perdere, ma sarà vincere o perdere una gara che non esisteva. La quarta, è che a un certo punto ti viene il dubbio sul tuo ruolo.
I said, I don’t know whether I was the boxer or the bag.
Pearl jam, Yellow ledbetter
Quando realizzarai di essere stato messo al tappeto, ferito, azzoppato, e forse anche sfigurato, avrai un po' di tempo per pensare. Un po' di tempo per guardarti intorno. Per vedere la folla di curiosi che inizia ad andare via a fine spettacolo, e che lasciandoti solo ti libera la vista dal tuo traguardo. E allora ti ricordi.
Ti ricordi che tu dovevi solo correre e invece hai perso tempo a farti pestare a sangue da chi non si è degnato nemmeno di chiederti scusa e stringerti la mano a fine incontro.
Pazienza, tutto questo. Pazienza.
Forse di distrazioni ce ne saranno altre, di quelle che ti lasciano l'amaro in bocca come il peggiore dei Centerbe e le cicatrici sul viso come la peggiore delle guerre, perchè se è vero che non si finisce mai di imparare, non si finisce nemmeno mai di sbagliare.
Quello che conta, ora, è alzarsi. E riprendere a correre, con gli occhi dritti sul traguardo.
Ecco, era per dire, che le mie lezioni individuali di pilates stanno dando enormi frutti, perchè in fondo, ci vuole un gran bel fisico per correre dietro ai propri sogni.

5 commenti:

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    1. Proprio così Giardi, un fisico bestiale. Peccato mi sia consegnata volontariamente al guardiano dello zoo.

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  2. qualche volta basta anche solo una marcia, o un passo di danza, mica sempre una corsa neh

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    1. La marcia evoca odore di guerra. Opto per i passi di danza, sui quali sono notevolmente più preparata. Certo, quelli evocano l'odore di una MIA guerra, ma vuoi mttere, quanto è più carino avanzare in piquè pirouette en tournant?
      c'è solo il rischio che mi giri la testa, e che dopo due gravidanze il tutù non mi stia più così bene...

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    2. fatti una danza tribale quella va bene anche senza tutù e c'è una bella quantità di energia negativa che si sfoga :)

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