domenica 16 febbraio 2014

Dell'essere mamma, dell'essere donna.

Sono passati poco più di due anni, da quando è successo per la prima volta il mio diventare madre.
Io, che madre lo ero dentro da sempre, a detta di chi mi conosceva bene.
Io, che ho sempre amato i bambini, ma che li ho sempre temuti, perchè i bambini sono come i gatti, il loro affetto non si compra, deve venire da dentro e deve essere meritato.
Io, che questa cosa sul volere dei figli l'ho detta ad ogni primo appuntamento, perchè tutto fosse chiaro fin dall'inizio.

Sono passati quasi tre anni da quel primo test di gravidanza. E io me lo ricordo perfettamente come se fosse accaduto ieri. Quella linetta sbiadita che non si vedeva, due occhi in lacrime perchè non c'era, l'abbraccio che diceva che sarebbe arrivata, il riguardarla dopo e dire maguardachesecondome, quattro occhi in lacrime perchè c'era, l'abbraccio più stretto del mondo, la gioia, le paure, le speranze, il sogno di entrambi che stava diventando realtà. Un due che diventa tre.

È difficile spiegare cosa succede a una donna quando diventa madre.
Succede che cambia tutto.
Succede che cambi tu.
Che tu, non sei più tu.
Che gli ormoni sono la peggiore delle droghe: in gravidanza ti mandano in pappa il cervello, dopo il parto ti mandano in pappa il cervello, durante l'allattamento ti mandano in pappa il cervello. Non c'è speranza insomma.

Succede che ogni giorno provi sentimenti enormi, e li provi tutti. Gioia, depressione, speranza, paura, felicità, orgoglio, disperazione, autostima, crollo. Tutto insieme.
Succede che capisci cosa è la stanchezza, che impari a dormire poco e male, a sopravvivere al sonno, ma a sentirti sopraffatta spesso.
Succede che scopri che la gente adulta non sa che non si toccano le mani di un neonato visto che se le mette in bocca.

Succede che tutti hanno consigli per te, e che ci metti tempo a imparare a non ascoltare chi sa tutto di figli senza averne avuto, chi sa tutto dell'allattamento al seno avendo però dato solo il latte formulato al proprio figlio, chi sa tutto della vita di una famiglia pur essendo sempre stato solo.
Succede che tutti hanno facili giudizi per te, e difficilmente sono giudizi buoni, perchè comunque fai, sbagli sempre.
Succede che sono tutti lì, con gli occhi fissi su di te, aspettando un passo falso.

Succede che i sentimenti si fanno senza senso, che magari piangi davanti a un telegiornale ma poi resti impassibile davanti alla sofferenza di chi ami.
Succede che vorresti proteggere tuo figlio, sempre, da tutto il brutto del mondo, finchè non ti rendi conto che non è possibile, e che l'unico modo sarebbe stato non metterlo al mondo.
Succede che metterlo al mondo però è stata l'esperienza più straordinaria che si potesse provare.
Succede che ti leva ogni forza, ma te le rende tutte, con gli interessi.
Succede che ci provi a spiegarlo, ma non è possibile.

Succede essere madre per vivere e vivere per essere madre.
Succede che quando succede questo ti dimentichi di te stessa.
Succede che lo capisci, ma che sai che quel figlio meraviglioso vale più di te, e che quindi ne vale la pena.
Succede che non c'è più tempo per te e per le cose che hai sempre fatto e amato fare.
Succede che quando ti sorride, non capisci più niente, e ti manda in pappa il cervello, si, ancora.
Succede che conosci un amore diverso, più forte di ogni altro sentimento che tu abbia mai conosciuto, perchè è un sentimento che va in un senso solo, e che non si aspetterà mai niente in cambio.

Succede che credi di non poter mai amare qualcuno come quel figlio, finchè non ne arriva un secondo.
Succede allora che capisci il significato della frase di nonna "l'amore non si divide mai, si moltiplica".
Succede che capisci perchè è la leonessa che caccia, e non il leone.
Succede che capisci perchè diventare madri non è una cosa da tutte, e che è giusto così.
Succede che devi essere pronta a perdere ogni cosa: il tuo corpo, la tua anima, il tuo cuore, il tuo cervello, le tue passioni, e non sarà facile un giorno lottare per riprendere ciò che è stato lasciato.

Succede che quei bambini sono valsi la pena di tutto.
Che sono il senso della parola senso.
Che di tutti gli errori che una persona può fare, quello non potrà mai essere considerato tale.
Che ciò che dai, non sarà mai abbastanza in confronto a ciò che ricevi.
Succede che per essere mamma perdi l'essere donna.
Ma che quando ritroverai l'essere donna, sarà più forte, e sarà per sempre. E che in quel momento diventerà più forte anche l'essere mamma.






2 commenti:

  1. io non sarò madre, per ovvi motivi.
    forse un giorno sarò padre (forse) ma so benissimo che solo alcune cose sono vissute da un padre, che il miracolo è dentro di voi.
    però mi cucirò all'interno del bavero queste tue parole, in modo da poterle leggere ogni volta che mi chiederò che cosa significhi per una donna diventare madre.

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    1. Questa credo sia solo una piccola parte. C'è tutto un mondo immenso, ogni giorno.
      Non ho mai visto il diventare padre come un qualcosa di meno forte rispetto all'essere mamma, abbiamo solo nove mesi di differenza. La donna si sente madre dal test di gravidanza, l'uomo da quando prende in braccio il suo cucciolo.
      Ma ricordo lui, in sala parto, nel momento in cui prese in braccio il nostro primo. Ecco, un giorno potrei scrivere cosa mi è cambiato dentro in quel momento.

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