venerdì 21 febbraio 2014

Luci e ombre.

Alcuni giorni fa commentavo una cosa in giro e ho scritto che le ombre ci sono solo dove c'è la luce.

C'è stata una notte lunghissima. Una notte di luna nuova. Di quelle buie che più buie non si può. Di quelle in cui non ci sono nemmeno i lupi a farti compagnia.
Di quelle da aver davvero paura, se hai paura del buio.
Io non ho paura del buio, nè del silenzio, e questo a volte è un male, perché non cerco di scapparne, mai, e lo vivo comunque con un sentimento tra l'indifferenza e la rassegnazione.

Ma nessuna notte è eterna, e poco prima dell'albeggiare il nero inizierà a rischiararsi. Ed è in quel momento che c'è da avere paura. Perché il mondo si popola di mostri irriconoscibili, semplici cespugli sembreranno rinoceronti a due teste.

Man mano, la luce illuminerà ogni cosa.
Sorgerà il sole, e non ci saranno più mostri, ma le ombre si faranno lunghe, ancora così legate alla notte che è appena andata via.

Finché il sole non sarà alto, splendidosplendente, e le ombre saranno corte, cortissime, ma nere, nerissime.
Perchè è la luce che genera l'ombra. E quanto più sarà forte il sole, quanto più sarà buia l'ombra.

Non è possibile godersi il sole negando l'ombra. Ci ho provato, lo ammetto, non ci sono riuscita.
Ma la luce è bella così, con quelle ombre che danno profondità agli sguardi, che danno tridimensionalità agli abbracci, che rendono la realtà diversa da un fumetto o da un film.
Basta accettarle, parlarne, a volte parlarci pure, per capire che non sono più che delle semplici ombre.
E tenersi forte la mano quando si ha paura. E baciarsi. E fare l'amore. E ridere. E far sì che quelle ombre non si stacchino mai dal pavimento, perché quello è il loro posto.

Dopo il sole tornerà sempre la notte, direte voi.
Lo so. Lo sappiamo.
(Non dite niente alla notte, ma abbiamo cercato un super faro, per la prossima notte buia, perché la notte torna sempre, ma mica è detto si debba stare al buio)

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