lunedì 10 febbraio 2014

Senso, baci, aghi (ma i baci sono la parte importante, non gli aghi)

Alcuni giorni fa ho letto una cosa, scritta da Patalice, sul senso che cerchiamo nelle cose:

"Noi cerchiamo un senso, un perchè alla vita e alle cose, e tendiamo a farlo con lo sguardo rivolto al passato. Ma se il senso invece fosse nel futuro?"

Questa frase qui, mi ha cambiato qualcosa dentro. Ha riscritto una parte di codice che continuava ad andare in errore.
Ho passato troppo tempo a cercare di capire il senso di alcune cose, e l'ho fatto sempre e solo pensando a ciò che era accaduto, al perchè era accaduto, al come era accaduto.
E un senso, il passato, vi giuro che non ce l'ha.

"Ma se il senso invece fosse nel futuro?"

Così si ragiona.
Perchè tanto per incominciare c'è un futuro.
E questo, vi assicuro, non è da tutte.

E il futuro che si può intravedere, è estremamente più roseo di come qualcuno si augurava, e forse anche di come io stessa mi auguravo.
E il senso, quello arriverà, senza fretta.
Prima i baci, che di quelli, invece, c'è fretta.

*

Verrà il giorno in cui forse la mia storia riuscirò a raccontarla serenamente.
Forse arriverà un giorno in cui le ferite saranno chiuse, il pericolo sarà scampato, gli organi avranno ripreso funzionalità e se possibile sarò anche scampata al rischio di rigetto per gli organi nuovi che chi mi è accanto ha deciso di donarmi.
Ecco, se e quando quel giorno arriverà, racconterò la mia storia per bene, forse ci scriverò un libro. Rigorosamente di fantascienza, così non mi direte che è una storia assurda.

Nel frattempo però, sono riuscita a raccontarla come una storia. L'ho raccontata a La Strega Bianca nei commenti dell'ultimo post.
Copio e incollo tale e quale.


Ora ti racconto una storia. La storia di una donna che un giorno incontra casualmente una persona. Tra questi due nasce un'amicizia leggera, finchè per caso non si scopre che la persona conosciuta pratica l'agopuntura. 
La donna non aveva mai creduto tanto nell'agopuntura, nonostante ne fosse sempre stata curiosa. Però, nell'aver conosciuto questa persona, con la quale si sentiva molto in sintonia, decise di provare per risolvere dei dolori che si trascinava da tempo. 
Iniziarono le sedute, e arrivarono subito dei benefici, oltre a un notevole rafforzarsi del legame che univa queste due persone.
Col passare del tempo però, gli aghi iniziavano a sentirsi, quella mano delicata era diventata più pesante, a volte quasi cattiva. 
La donna si sentiva strana nel continuare ad andare alle sedute, ma venne convinta che era tutto frutto della sua immaginazione, che gli aghi erano gli stessi di sempre, che la mano era la stessa di sempre, il metodo lo stesso di sempre. Forse, addirittura, se una qualche colpa c'era, era della donna, che aveva cambiato atteggiamento nei confronti del suo terapeuta. L'agopuntore le disse quella frase "se c'è da scusarmi mi scuso, se c'è da chiarire chiariamo", e la donna chiese allora scusa per aver dubitato di lui. 
Alla fine di quella stessa giornata, la donna si guardò la schiena allo specchio. Non c'erano più quei sottilissimi aghi delle prime volte. C'erano 12 pugnali belli grossi, in corrispondenza di organi vitali, che non potevano essere lasciati, e non potevano essere tenuti. 
Questo è ciò che è accaduto. 
Inutile dire che l'agopuntore sparì. Inutile dire che non chiese mai scusa. 
Inutile dire che per provare a salvare la propria reputazione provò ancora una volta a far passare la donna per pazza, provando a destabilizzarla anonimamente per giorni. 
Inutile dire che l'agopuntore in realtà era un'agopuntrice. Perchè una donna cattiva sa essere terribilmente più violenta di un uomo cattivo.

7 commenti:

  1. Risposte
    1. Mi serviva un numero, e 12 è un numero che ha un collegamento con la compiutezza di un ciclo. E anche perchè questa cosa è durata un anno, non un anno di pugnalate, ma un anno di agopuntura.

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  2. avevo scritto tutto un commento articolato ma è svanito.. sicchè ci riprovo.
    Dicevo che non sono sicura di aver compreso al 100% e quindi chiedo scusa se il mio commento non dovesse c'entrare nulla.
    Ho fatto un viaggio a ritroso nel mio passato e ho realizzato che le ferite più profonde me le hanno inflitte le donne, le amiche. Alcuni uomini mi hanno delusa, ferita, ma mai con la subdola cattiveria che sanno tirare fuori alcune donne.
    Perchè quando una donna ci si mette sa far male sul serio e sa farlo per molto tempo e in modo tanto subdolo da farti anche credere di essere una pazza visionaria.
    Sai quante volte mi sono ritrovata a chiedere io scusa a chi mi stava facendo solo del male da tempo immemore?
    Però posso dirti con certezza che le ferite si rimarginano e gli organi riprendono a funzionare e, per quanto banale sia, gli amici veri restano. Sempre.
    Scrivere di te, di quello che attraversi, può accelerare il processo di guarigione. E' un modo per prendere quello che hai dentro e depositarlo a terra. Un peso in meno. Un peso che altre persone possono aiutarti a trasportare.
    Un abbraccio

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    1. Proprio così. Condivido ogni riga di ciò che hai scritto.
      E per quanto un uomo possa farti male, difficilmente lo farà architettando e macchinando. Agirà d'impulso. La donna no, pianificherà ogni cosa, studierà i tuoi punti deboli per mesi, se li salverà tutti per non dimenticarne manco uno. E poi attaccherà, uno per uno, con attenzione per non perderne nessuno. Per essere certa di farti soffrire il più possibile, e possibilmente di lasciarti moribonda ma non morta. Non solo, prima di andarsene, si premurerà di scattarti una foto per diffonderla, dicendo agli altri che stavi morendo con poca grazia. E in ultimo, si girerà per lamentarsi che stai sporcando il pavimento di sangue.
      Che bella persona.

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    2. Si raccontatela pure così dai.

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  3. Io, un tempo, guardavo tanto al passato. Lo odiavo, lo amavo, ne sentivo la mancanza, lo santificavo. Poi mi sono stancata di stare sempre con il viso girato indietro perdendomi tutto il meraviglioso paesaggio ai lati e davanti a me. Ho deciso che non ha senso rivivere due volte la stessa vita e che è tanto bello quello che ho davanti agli occhi.

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    1. è giusto ricordare il passato per imparare lezioni importanti, è anche bello ricordare dei momenti speciali e farne tesoro.
      C'è chi potrà aggrapparsi solo al passato, perchè futuro non ne ha. Però non c'è vita nel passato, e noi siamo fortunate ad avere qualcosa di bello davanti agli occhi.

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