martedì 1 luglio 2014

Del riccio e del fico d'india

Credo sia facile per tutti essere spinosi.
Paragonarsi ad un riccio, o ad un fico d'india, e dire "io sono così".

Ho in mente un discorso abbastanza complesso, che si ricollega in parte ad un lavoro dei tempi dell'università in cui collegavo quelle che in linguistica si chiamano faccia positiva e faccia negativa, con quelli che in antropologia si chiamano istinto di sopravvivenza e conservazione della specie.
Ve lo risparmio, giuro.

Le spine, gli aculei, sono l'affermazione di sé. Fare paura agli altri, spesso è l'unico modo per ritagliarsi un posto nel mondo.
"io sono fatto così", dice, dico.
Come dire, adeguati tu.
Eppure, l'uomo, come il lupo, è un animale da branco. E nessuno basta mai a sestesso.

E quello che ha imparato il fico d'india, è a fiorire con un fiore coloratissimo.
Quello che ha imparato il riccio, è ad abbassare gli aculei, accettando il corteggiamento, per poter "scopare come un riccio".

Certi esseri umani ci mettono solo un po' di tempo in più. Ma gli aculei, nemmeno il viagra li tiene su per sempre.

*

Chi mi seguiva negli altri blog lo sa, io in estate scrivo poco, male e incomprensibilmente. Abbiate fede, ottobre arriva sempre.

5 commenti:

  1. Eppure a me è sembrato tutto molto chiaro.
    Sopratutto quella storia del tempo e degli aculei che il riccio, alla fine, abbassa. :)

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  2. Attaccare per proteggersi. Costruire un muro per non perdere le poche sicurezze che si possiedono.
    Insomma, torna tutto <3

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  3. Più le spine attorno al cuore sono tante, più il cuore torna ad essere liscio.

    Moz-

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  4. chi ha bisogno degli aculei di fondo è insicuro

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  5. Non so bene come rispondervi.per cui mi tento una risposta collettiva.
    i miei post estivi, sono sempre un po' più densi di psicopatia di quelli invernali. Sarà che il sudore insieme all'acqua elimina anche scorie, fisiche e mentali. Sarà anche che nella mia vita, le cose su cui continuo a pensare a distanza di anni succedono in estate.
    però, il conflitto interiore tra pungere e abbassare gli aculei nelle mie estati è sempre un po' più forte. o forse è solo il levare il maglione che mi rende più vulnerabile,

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