domenica 24 agosto 2014

Amica

Tempo fa capitai in una stanza con un muro verde incompleto.
Capitare implicherebbe che ci fossi finita per caso, e questo non è vero, ma sono sicuramente stata li grazie ad un numero spropositato di circostanze, belle e brutte.
In quella stanza ricevetti molti regali, alcuni dei quali non poterono essere portati via, ma tutti molto importanti.
Tra quelli, c'era il top pervinca che ho ancora nel cassetto.
Quel top mi ha accompagnato in sala prove, poi a casa, a letto, con il pancino prima che diventasse pancione, in ospedale, e con i miei bimbi tra le braccia.  Posso dire che con quel top ho fatto il mio percorso per diventare donna. Posso anche dire che il percorso sia iniziato certo prima di quel cotone sulla pelle, ma che abbia subito un'accelerata dalla stanza col muro verde incompleto in poi. Muro verde e top pervinca.
Che non era ovviamente questione nè di muro né di top, ma delle persone che popolavano la stanza.
Sarà per questo che oggi leggere la parola amica sotto ad una foto con quel top mi ha fatto sorridere. Che non era il momento, visto il discorso che lo precedeva, però l'affetto, ecco, l'affetto ha avuto la meglio anche in quel contesto.
Per il top, ovviamente. E per gli amici, quelli veri.

venerdì 15 agosto 2014

Agosto

Agosto è il mese in cui prendo un kg.
Agosto è quando sono costretta a 3 settimane di ferie che avrei gradito in un qualunque altro mese dell'anno.

Agosto è la gente contenta di "solesalespiaggiacaldocoseestive" e io che "no".

Agosto è mese di quattro compleanni che non posso dimenticare, più di tanti altri di cui invece mi importa poco, che io con le persone estive difficilmente ci vado d'accordo, ma se ci vado d'accordo poi è per sempre.
Agosto è stato una minaccia di ricatto: "se voglio ferire dico agosto", ed effettivamente mi aveva ferito, ma era servito a chiudere un cerchio di domande, di dolori, di minacce sospese, di un livello al quale io avevo deciso di non scendere e per cui il tempo mi sta dando ragione.

Agosto è il mese in cui se faccio esami medici vanno male, così non ne faccio, e sto bene.
Agosto è portare i bambini al mare perchéfabene e trovare il modo di farmelo piacere.
Agosto è volere che quelle vacanze non volute non finiscano.

Agosto è vedere amici speciali che tornano a casa per le vacanze.
Agosto è cielo blu, mare blu, umore blu, costume blu. E per fortuna ci manca la pillola blu.

Agosto è cosce e zanzare.

Agosto è il terrore dell'abbronzatura e spf50, ombrellone, cappello, maglietta e pelle dorata come se non avessi fatto nulla per evitarla.
Agosto è il dubbio di essere felice o meno, ed esserne certa quando non dovevo ed esserlo un po' meno quando invece (punto).
Agosto è fare tardi la sera e svegliarsi presto la mattina, e gioire di giornate piene.

Agosto non è mese per me.
Però dai, quest'anno mi applico.

domenica 3 agosto 2014

Oggi

Oggi è il giorno in cui ogni anno scrivo qualcosa da qualche parte. 
Ho scritto cose più o meno impegnative, in 10 cartelle o in 160 caratteri. Cose lette da nessuno, da uno solo, da alcuni, da molti, una volta addirittura da troppi.
Però ecco, sarebbe ormai una tradizione, e io alle tradizioni ci tengo.

Così quest'anno racconterò la storia di una scatola che ha un suo collegamento con questo giorno.

Era una scatola dai colori che andavano dal rosa al rosso e con delle piccole venature dorate.  C'erano disegnate sopra delle stelline che mi fanno pensare potesse essere originariamente la confezione di un regalo di Natale da parte di qualche zia, ma non ci metterei la mano sul fuoco.  Era una scatola robusta e simpatica, che ai miei occhi era sembrata adatta a contenere cose importanti.
Ricordo il giorno in cui iniziai a metterci dentro qualcosa.  Il primo qualcosa furono alcuni fogli di un racconto scritto per l'occasione di questo giorno di molti anni fa, quando il cervello era più brillante come il colore dei miei capelli e la compattezza della mia pelle. Era un racconto per bambini basato sul numero tre, che allora non lo sapevo ancora, ma sarebbe poi diventato il mio numero. Insieme ai fogli, ci misi dentro un oggetto molto personale ricevuto in regalo da una persona della quale non sono sicura di ricordare il nome, ma di cui ricordo certamente il timbro della voce. Quell'oggetto era stato chiamato "pensami" dal mittente, ma non venne ritenuto troppo utile dalla sottoscritta al fine del pensiero in questione.
A breve distanza, vennero aggiunti nella scatola, dei nuovi racconti, un nuovo regalo di simile utilizzo del primo (e di altrettanta inutilità), e alcuni ricordi.
Infine, riposi nella scatola le stampe di alcune foto di quando ancor sana e snella solevo faretantaroba la sera.
La scatola mi accompagnò in un trasloco sola e in un trasloco di coppia. Infine, venne preparata per un terzo trasloco.
E la storia si ferma sfortunatamente qui. 

Non so dirvi, ma soprattutto dirmi, che fine abbia fatto.  Certo, la speranza è che l'asfalto si sia aperto per inghiottirla, ma temo non sia così. E ogni volta che ci penso, ho un improvviso dolore cervicale che mi impedisce di camminare con la testa su.

Ho quasi pensato, di pubblicare con questo post, una delle foto in questione (grazie foto digitali, voi non vi perdete con i traslochi) però ecco, questo giorno non è giorno di condivisioni.

E tu, auguri. Si, tu.