lunedì 20 ottobre 2014

flusso incosciente di coscienza

Che ancora sento caldo fuori e già un po' di freddo dentro, che ancora si va al mare, e mi rosolo al sole sul balcone, che le giornate sono già più corte che fanno venire la voglia di copertina sul divano davanti al film ma ancora non è tempo di copertina.
Che il fuori in cui sono è sempre meno il fuori che vorrei vedere da dentro.

Che ci sono persone belle in ogni dove, finché non ti trovi davanti quelle bruttebruttebrutte e ti si spegne il cervello e vorresti finire con la foto nei telegiornali con i vicini che dicono finalmente che da casa mia veniva sempre casino e che no, non salutavo sempre perché quando ho le palle girate io preferisco farle girare fuori che dentro e quindi non saluto.

Che le persone belle si meritano sempre tutto e le riconosci perché sono fradicie di lacrime perché la vita è un po' così. Che volevo dire a voi persone belle (si, voi, tu e tu che state leggendo) che il bagnato delle lacrime rende tutto un po' sbrilluccicante e siete ancora più belle, anche se lavoreremo sul sorriso, perché quello non lo batte nulla.

Che dieci è un numero enorme, che oggi sono più vecchia di ieri, fuori si, ma soprattutto dentro. Che non so perché sono arrivata fin qui, che questo dieci è la guerra più lunga che abbia combattuto, contro i miei sogni forse, seguendo i sogni di chi i sogni non li ha.

Che basta poco a volte, a volte solo tre minuti, che tre minuti sembra poco, e invece è anche tanto.

Che ieri c'erano loro, erano insieme, e io un po' mi sono sentita loro figlia e un po' loro madre, e quanto mi manca essere loro figlia e basta.
Che oggi è tutto un po' blu, tendente al grigio, e questo sole stona.
Che mia zia voleva sapere se ci siamo a natale, e io non so se ci sono domani, e oggi ho ancora gli shorts addosso e natale è lontano così lontano che mi fa ridere, e però come sarebbe carino se fosse già natale con le lucine colorate e quelle cose kitsch in giro per le strade.

Che avevo un appuntamento a settembre, e non avrei voluto saltarlo, però i miei figli hanno vinto anche stavolta, e aspetterà ancora un mese o forse due o forse tutta la vita.

Che mi sta venendo la fame autunnale, quella roba piena e ripiena di mele e cannella, quella delle pannocchie col burro, della vellutata di castagne e dei tortellini in brodo. 

Che lui, ancora lui, e i piedi freddi.

Che il limone nel terrazzo sta diventando carico, e ogni volta che ci passo vicino, sento un profumo che mi ricorda con quante lacrime l'ho innaffiato e sono contenta che alla fine sia venuto su così bene.

Che avevo detto che a ottobre avrei ripreso a scrivere in maniera comprensibile, e invece.



23 commenti:

  1. che anche io ieri sera ho scritto un post "molto comprensibile" e mi ritrovo molto in quel fuori in cui sei che è sempre meno il fuori che vorresti da dentro.

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    1. Appena letto il tuo...
      I post mooolto comprensibili vincono su tutti.

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  2. Beh, allora non ti resta che accogliere questo autunno, fatto di belle persone e belle emozioni^^

    Moz-

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    1. Uno in più, per fortuna non il primo!

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  3. Che tutto questo andare a zig-zag tra il dentro ed il fuori mi ha messo fame.
    Ah, e che trovo che "comprensibile" é ciò che ciascuno riesce a sentire passargli dentro, che sia nella testa o sotto i piedi dipende solo dal compiersi o meno dell'"incontro" ;)
    Mrsqt
    Ps: volevo essere comprensibile anche io commentando, chissá! ;)))

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    1. E fame sia. Strudel con panna appena montata?

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  4. Ognuno qui scrive ciò che si sente dentro, nel bene e nel male, forse più spesso nel male, perché se stessimo bene non scriveremmo così tanto e non cercheremmo altre persone che abbiano uno stato d'animo simile al nostro...

    Questa è la stanza segreta che ognuno crea dentro di sé a propria immagine e somiglianza. Ogni cosa qui è come tu la vuoi e come tu hai bisogno che essa sia.

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    1. Io mi svuoto molto qui dentro, nel bene e nel male, credo equamente. Arrivo, scarico, firmo la bolla di consegna e esco. A volte siete voi a interpretare meglio di come faccio io, a volte non capisce nulla nessuno, me inclusa. Però ecco, l'alleggerimento è il motivo dei miei blog e del mio non riuscire a smettere

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    2. Capisco perfettamente cosa intendi: granparte dei miei post sono incentrati sull'autoanalisi e sullo scaricare il mare di emozioni che si agita durante il maltempo...

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  5. Anche se non ci credi sei stata comprensibilissima, ché tutti questi "che" risuonano nella testa anche a me. Quel che conta è non perderli di vista.

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    1. Ma io lo so che tu mi capisci. È da una tua foto con degli impegni concreti che mi resi conto che Tu eri Tu

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  6. conto alla rovescia per la copertina sul divano:)

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    1. Io le ho già sistemate li, tutte pronte in attesa del grande giorno. Ma mi sa che ci siamo eh.

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    1. Olè. Allora c'è speranza no?

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    2. assolutamente sempre per quantunque

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  8. ...è un autunno incredibilmente atipico, ma non mi riesce di non amarne l'essenza...
    e forse la sua atipicità ha fatto si che ti capissi alla perfezione...

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    1. Basta decidere di viverlo comunque come viene. Il ventaccio polare però ha aiutato no?

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  9. Il limone sul terrazzo non poteva che venire su così: gonfio di frutti gialli e profumati, proprio come sei tu.
    <3

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    1. Gonfia di frutti gialli e profumati? Non so, cercherò di prenderlo come un complimento. <3

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  10. le parole qui sono le parole qui.
    hanno questo peso qui.
    e mi piace leggere le tue parole con gli occhi di qui.
    con la luce di qui.
    le parole qui sono qui.
    e anche io sono qui.
    qui.

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  11. Le parole di qui vengono da li. Lì c'è un mondo che qui non sempre posso portare, e viceversa. Chi riesce ad esserci qui e li conosce una Michela che a volte non conosco nemmeno io.

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  12. Ciao,
    ti capisco "e invece" è il mio secondo nome, ho scritto anche io delle persone belle, mi è servito per ricominciare un qualcosa...bello il profumo dei limoni, saperli vicini.
    Bè ho parlato troppo.

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