lunedì 23 marzo 2015

ossigeno

abuso di punti e andateaccapo.
fuggo dalle maiuscole.
è il mio modo per cercare di mettere ordine tra le parole, tra i pensieri.

perchè le parole abbiano abbastanza spazio intorno per respirare.
lasciar arrivare luce e ossigeno.

l'ossigeno, che sembra sempre che sia lì, gratis, a disposizione di tutti.
e invece a volte i polmoni sono pieni di altro e l'ossigeno non arriva.
e ti arriva quella telefonata, moltoprestodimattina.

una settimana di corse in ospedale, di aspettare che il liquido dai polmoni vada via, per lasciar passare l'ossigeno.
vedi l'uomo che hai sempre visto come la tua roccia, diventare più piccolo e fragile.

lui riprende fiato, tu no.
ci sono quelle macchie che ancora non hanno un nome che evocano la paura dell'ignoto e quella dei ricordi.
tutte, indistintamente.

e respirare diventa difficile per tutti: man mano che papà ritrova il suo ossigeno, io perdo il mio fiato.

venerdì 6 marzo 2015

respirare abbracci

tra tanti talenti, non ci si crede quanto sia bello l'abbraccio.
voi direte che talento è l'abbraccio, sono bravi tutti. e invece no.
tecnicamente, per un abbraccio basta avere due braccia, o forse pure uno solo basta, e cingerlo intorno al soggetto ricevente.

in realtà, ognuno di noi sa che non è così semplice, che ci sono abbracci di cui mai se ne sarebbe sentita la mancanza, e invece quegli abbracci che creano al loro interno un habitat unico al mondo.
quegli abbracci che ti cambiano la giornata, e forse anche la vita.

sono abbracci stretti, nel silenzio si può sentire uno squish dato dagli organi interni che si strizzano, si rimettono in ordine e mandano via pensieripesanti, bile, ansia, grigio.
ricaricano le batterie, portano il sorriso e la sicurezza che in fondo andrà tutto bene.
sono dei veri e proprio abbracci terapeutici, sedute di psicanalisi da 5 secondi, o da un'ora.

il rischio, a ricevere una volta nella vita un abbraccio così, è quello di averne dipendenza e di non trovare in giro che abbraccicinesi per pochi euro.
come le dita di mark knopfler sulla chitarra, a confronto con il ragazzino al parco che ogni primavera riprova lacanzonedelsole. le bionde trecce gli occhi azzurri e un pardicazzi che sai suonare la chitarra.

una volta, ancora una, ti prego. una ancora che l'ultima non sapevo fosse l'ultima e non l'ho respirata abbastanza.


stringimi forte
che nessuna notte è infinita

domenica 1 marzo 2015

tre frasi

Parlavo con un amico da poco e queste sono tre frasi che ha detto.
Sono in disordine e sono fuori contesto.
Ho deciso di metterle qui con la speranza di non continuare a farmele riecheggiare in testa, perchè ogni volta bruciano gli occhi e pizzicano alla gola.


la verità è vera. ed è l'unica cosa che la rende speciale.

credo che finirò per demolire le regole.

ora come ora mi pare così aleatorio il non ferirsi.


Un tempo, quando una frase mi faceva paura, cercavo di smontarla e rimontarla in modo da darle un significato totalmente diverso, spostavo lettere e parole affinchè diventasse meno amara, o almeno ironica. 
Un giorno, forse, lo farò anche con queste. Mi serve solo un po' di forza in più.


I'm not in search of sanctity, sacredness, purity;
these things are found after this life, not in this life;
but in this life I search to be completely human:
to feel, to give, to take, to laugh, to get lost, to be found,
to dance, to love and to lust, to be just human.
C. JoyBell C.