mercoledì 6 maggio 2015

un altro post sul respiro


avevo sei anni, era un pomeriggio freddo, me lo ricordo per via di uno di quei cicciottissimi giubbotti anni 80 che mi bloccava i movimenti, e mi trovavo nell'ascensore di casa dei miei nonni.
fu come un lampo, il pensiero "io non ho mai respirato".
ci riderete voi, eppure per me fu fonte di enorme preoccupazione. iniziai a respirare molto profondamente, mio padre mi chiese se stavo bene. "ora si, però mi sono accorta di non aver mai respirato e respirare serve per vivere". lui scoppiò a ridere, e invano provò a parlarmi della respirazione involontaria.
in quel momento, mi promisi di ricordarmi sempre di respirare e di non smettere mai.

a volte penso a quest'episodio, facendo un po' di conti su quanto abbia mantenuto questa promessa.

sono Viva.
avevo solo bisogno di vederlo scritto. che sia una prova dell'aver respirato?

sono così tante le emozioni che provo, i sentimenti, i dolori, eppure ancora non sempre ci credo.
come per la respirazione, la presa di coscienza è, come per la me di sei anni, una condicio sine qua non.
vivere ed essere Vivi sono due cose così lontane, a volte.

8 commenti:

  1. Potrei averlo scritto io. Di questo distacco dalla realtà e di quel lampo che ti coglie ogni tanto e ti riporta nel mondo a dirti: ho mai respirato? Che vuol dire un sacco di cose. Ti abbraccio.

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    1. Mareva c'è una cosa che dico sempre di me, che sono fatta della stessa sostanza di cui sono fatte le seghe mentali. Posso solo prenderne atto. Però questo distacco dalla realtà, quel vedermi da fuori come una spettatrice, è così frequente da essermi familiare.

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    2. Daccordo con Marevinabella <3

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  2. in certi momenti, non si può pretendere troppo da se stessi.
    resistere, è già abbastanza.
    ma tu sei forte e hai accanto persone che hanno bisogno di te.
    quindi non mollare e quando sei giù, vieni qui, che ti riempiamo tutti di abbracci stretti.

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  3. Hai scoperto di vivere. Hai perso la fanciullezza ma continui a essere te stessa :p

    Moz-

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  4. l'importante è fare dei tentativi di viverla la propria esistenza, consapevoli o inconsapevoli, boh, ma partecipati

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