martedì 8 dicembre 2015

half the man I used to be

Dice P. che si guarisce. 
Dice che arriva il momento in cui poi passa, che i sogni sbiadiscono, la voglia di fare meno intensa, gli obiettivi più offuscati, che ci si arrende al tempo e alla stabilità.

Io invece ho dei pezzi nati con la saggezza della terza età, altri con l'impeto dell'adolescenza e altri con la maledizione del Club27.
Pare ci sia stato un difetto procedurale nella mia reincarnazione,  dice F.

E poi c'è Scott, che non c'è più e ha sconvolto l'equilibrio tra i miei pezzi adolescenti e i miei pezzi vecchi, riportando a galla quelli che hanno l'età di Jim, di Brian, di Jimi, di Janis, di Kurt.
Che quando ti senti solo la metà dell'uomo che eri, nessun tour bus potrà allontanarti dalla strada del tormento che hai dentro, pure se i 27 li hai superati da tanto. 

A Scott Weiland,  compagno fedele di notti insonni e inquietudini.

1 commento:

  1. A volte mi sembrano incredibili, i casi della vita. Tanto che, secondo me, non sono neppure casi.
    Ho appena trovato il tuo blog, passando attraverso blog amici, e leggo un tuo post che parla del mio numero ricorrente. Il 27. È il numero che mi accompagna da tutta la vita.
    Ho quasi i brividi!

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